(I ris)volti (dell)e parole
in punta d’ala – l’ora
sfiora il suolo sospeso
al minimo passaggio
come al suono spazio
d’occhio piego.
senza uscita
fredda com’è scura,
vige al viso
una posa
immatura
come sfatta ruga
rigida, come sospesa
sotto l’ora
che s’impianta come
maschera – impostura –
languo di segni in volto
e fingo un pianto
ritto che arrido
– il viso attorno cinto –
resto senza il mio mimo
e mio rimango.
e segno in parole
smorte
e fatte a rima
in capo al verso,
conato che tracima
e tira a sorte
terso, ché come
ombra muta
sfuma.
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- Pubblicato:
- gennaio 21, 2009 / 10:39 pm
- Categoria:
- poesia
- Etichette:
- claustrofobia, esplorazioni, finzioni, gesto, ombra, parole, poesia, precarietà, visi
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