(I ris)volti (dell)e parole

in punta d’ala – l’ora

sfiora il suolo sospeso

al minimo passaggio

come al suono spazio

d’occhio piego.

senza uscita

fredda com’è scura,

vige al viso

una posa

immatura

come sfatta ruga

rigida, come sospesa

sotto l’ora

che s’impianta come

maschera – impostura –

 

languo di segni in volto

e fingo un pianto

ritto che arrido

– il viso attorno cinto –

resto senza il mio mimo

e mio rimango.

 

e segno in parole

smorte

e fatte a rima

in capo al verso,

conato che tracima

e tira a sorte

terso, ché come

ombra muta

sfuma.


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